La settecentesca Chiesa di San Bartolomeo Apostolo, consacrata dall’allora cardinale Orsini, arcivescovo di Benevento, diventato poi papa Benedetto XIII, è molto grande e bella nella sua forma architettonica.

In origine era a due navate: una laterale ed una centrale poi, verso il 1851 venne ampliata con l’aggiunta di una terza navata laterale con la costruzione della Cappella del Sacramento, confinante con la Sagrestia ed il Palazzo vescovile. Alla terza navata fu unito il campanile di origine sannita secondo alcuni, secondo altri no, perché è molto evoluto architettonicamente. “Potrebbe essere stata – asserisce l’arch. Gian Luca Castellucci nella sua tesi di laurea disputata sei anni addietro presso l’Università ‘La Sapienza’ di Roma – una torre della cinta muraria che cingeva il paese”. La sua tesi riguardava proprio la Chiesa Madre di San Bartolomeo in Galdo. L’Architetto tenne anche una Mostra nella Chiesa dell’Annunziata, esponendo i lavori di ricerca fatti sul luogo sacro, che fu visitata da tantissima gente, tra cui l’arcivescovo di Benevento, mons. Serafino Sprovieri. Questi rilasciò a Castellucci una dichiarazione scritta che qui pubblichiamo: Sprovieri: una Mostra intelligente e di passione nella ricerca “Sento il bisogno di felicitarmi per la Mostra retrospettiva di San Bartolomeo e del suo interessante duomo, con annessi e connessi. Veramente i grafici, il ricco patrimonio di documenti e di foto, le analisi strutturali, persino le ipotesi di eventuali sismi: tutto sa di intelligenza, di passione nella ricerca, di capacità superiori nel valutare quanto il passato affida all’amore dei cittadini di oggi per il futuro. Auguro a questo lavoro di essere da quanti, rendendosi conto del significato profondo che la Chiesa ed il resto hanno come evidenziatori della nostre radici, si mettano insieme per progettare il restauro, per realizzare quello che più è stato sapientemente previsto, segno magnifico di un domani per San Bartolomeo degno di tanta gloria! Commosso ringrazio e benedico l’ottimo architetto Gian Luca, figlio illustre di questa terra”. Serafino Sprovieri Arcivescovo L’architetto, le ricerche le ricavò dagli archivi diocesani di Lucera, della Parrocchia e da quella di Stato. Il tesoro della Chiesa Madre possiede le due Statue in argento dei Santi protettori ‘San Bartolomeo Apostolo’ e ‘San Giovanni Eremita da Tufara’, oltre massiccio donata alla Chiesa dalla regina alla sfera di oro Carolina D’Austria tramite il suo confessore Curtler, Abate Commendatario. Il parroco della Chiesa Madre, mons. Franco Iampietro, per riscaldare l’ampio luogo sacro nel periodo invernale, aveva chiesto all’Ente civico un congruo contributo alle spese di riscaldamento della Chiesa “in quanto le entrate della Parrocchia non sono sufficienti a garantire il riscaldamento per tutto il periodo della stagione inclemente”. Nella richiesta, don Franco aveva messo in rilievo che anche nel precedente anno il Comune aveva provveduto a donare alla Parrocchia un pieno di gasolio per il riscaldamento. Il Comune, ritenuto opportuno venire incontro alle esigenze della Chiesa menzionata, la quale difficilmente potrebbe garantire, senza un adeguato riscaldamento dei locali, il normale svolgimento delle funzioni religiose che la cittadinanza attende per le tradizioni cattoliche nel paese, dato atto, inoltre, che la Chiesa Madre ha ospitato ed ospita spesso manifestazioni natalizie e varie, organizzate dall’Ente civico, visti gli articoli 183 e 184 della Legge 267/2000, ha determinato di provvedere ad effettuare un pieno per complessivi tremila litri di gasolio ad Euro 1.809,00 per il riscaldamento della Parrocchia citata, imputando la spesa complessiva al cap.760 gestione residui 2003 del Bilancio corrente in corso di formazione.

di Benedetto Canfora da “Il Sannio Quotidiano”