San Bartolomeo in Galdo / A nulla sono valse le lunghe proteste portate avanti dai cittadini del comprensorio.
L’idea è che il terriccio umido servirà a bonificare la discarica e a portarla ‘in quota’

A nulla è valsa la lunga protesta dei cittadini di San Bartolomeo in Galdo contro l’ipotesi di sversamento dei rifiuti nella discarica di Serra Pastore. Come già annunciato dal nostro quotidiano, in questi giorni, nello sversatoio dovrebbe arrivare temporaneamente, per circa tre mesi, la cosiddetta “fos”, la frazione organica stabilizzata derivata dalla lavorazione dei rifiuti solidi trattati nell’impianto Cdr di Casalduni. Si asserisce che il terriccio umido servirà a bonificare la discarica e portarla “in quota”. Già nel gennaio 2003 si era detto di bonificare la vasca di Serra Pastore tant’è che il consorzio BN3 aveva dato incarico a due tecnici per la redazione del progetto di risanamento e messa in sicurezza dell’impianto. La spesa prevista era di 680 mila Euro e prevedeva l’impermeabilizzazione della superficie, il trattamento biogas, il piantamento della scarpata con acacie e ribes, il monitoraggio ambientale ed altro. Non si attuò il progetto per mancanza di fondi. Nel mese di marzo scorso, la collettività aveva detto “no ai rifiuti”, occupando pacificamente il Comune. Rappresentanti di tutti i gruppi politici avevano costituito anche un Comitato di protesta. Ci furono dei sit-in davanti al Municipio. Fu istituito un tavolo di discussione permanente, al fine di impedire e contrastare ogni iniziativa istituzionale che trasformasse la Discarica in uno sversatoio di tutti i rifiuti sanniti. L’occupazione si trasferì dalla stanza del Commissario prefettizio alla sala consiliare. Il presidio presso la Discarica durò molti giorni per evitare che potessero giungere i rifiuti. Presso la Discarica era stata allestita una tenda per ospitare coloro che montavano la guardia a turno, anche nelle ore notturne. Intensa fu l’attività della Misericordia e dei giovani che avevano creato “Il movimento per San Bartolomeo”. Ogni sera, nella sala consiliare si svolgevano delle riunioni per aggiornare la popolazione su quanto si stava facendo, per evitare che i rifiuti del Sannio arrivassero nello sversatoio fortorino. Gli studenti del liceo “Medi” e della media “Bianchi” protestarono anche loro per un giorno, sfilando per le vie cittadine. Il 13 marzo scorso ci fu una grossa manifestazione popolare. Un lungo corteo, infatti, si snodò per le vie del paese con punto d’arrivo finale nei pressi della Discarica. Vi parteciparono cittadini dei paesi limitrofi del Fortore, del Molise e della Daunia. Tra gli slogan, ricordiamo questo: “Vogliono trasformare in pattumiera la nostra terra, in latrina il fiume Fortore ed il lago Occhito da cui molte popolazioni pugliesi attingono acqua potabile e per l’irrigazione dei campi”. Ora si spera che, una volta raggiunto il cosiddetto “piano di campagna” della discarica di Serra Pastore, la stessa venga definitivamente chiusa. Si eviterà che i gabbiani che vengono dall’Adriatico continuino a svolazzare sulla Discarica pronti a picchiarsi al suolo in cerca di cibo tra i rifiuti. Termineranno anche i disagi che sinora hanno avvertito gli abitanti le cui case sono ubicate vicinissime alla Discarica.

di Benedetto Canfora da “Il Sannio Quotidiano”