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Concluso il restauro, riecco le statue d’argento del patrono e di S. Giovanni eremita da Tufara.

Riconsegnati i due busti argentei raffiguranti S. Bartolomeo e S. Giovanni Eremita da Tufara. Le antiche sculture sono ritornate al loro posto, e al culto dei fedeli nella cattedrale di S. Bartolomeo, dopo l’accurato e lungo lavoro di restauro cui erano state sottoposte. Entrambe le statue appartengono a scultori argentei napoletani del ’700. La statua di S. Bartolomeo è datata 1767, commissionata pare dal console Filippo Del Giudice ed è rappresentato secondo la tradizionale iconografia, con i simboli del suo martirio: nella mano destra un coltello, nella sinistra la pelle. La veste riccamente decorata con girali di foglie e fiori scende sul davanti coprendo in parte l’alta base sagomata che presenta il tipico contrasto cromatico tra le parti strutturali e le lamine d’argento sbalzate e cesellate con volute e motivi vegetali. Sul petto all’interno di una piccola teca in bronzo dorato il cui fondo è stato recentemente sostituito, è custodita la reliquia. Il modello scultoreo del S. Bartolomeo, per la sua elevata qualità artistica è stato attribuito a Giuseppe Sanmartino. A conferma di tale attribuzione vi sono numerose affinità tra queste opere ed altre assegnate al Sanmartino, come ad esempio il busto di S. Domenico che è nella cappella del tesoro di S. Gennaro nel duomo di Napoli. Il busto del Beato Giovanni da Tufara, fu anch’esso eseguito da un argentiere napoletano nel 1658. L’opera fu realizzata con il contributo finanziario della cittadinanza. Il lavoro di restauro è stato curato dall’equipe della professoressa Daria Catello dell’Istituto Suor Orsola Benincasa, con la collaborazione della Sovrintendenza ai Beni Culturali di Caserta e Benevento. Un plauso va al parroco don Franco Iampietro, per aver fatto in modo che i restauri fossero eseguiti in tempo e far si che le due sculture, alquanto preziose, tornassero ad arricchire l’altare della chiesa madre in occasione dei festeggiamenti del santo patrono previsti per il prossimo 24 agosto.

di C.A. da “Il Mattino”