Nella seduta i pochi argomenti all’ordine del giorno sono stati votati all’unanimità.

Nella seduta straordinaria d’urgenza di martedì sera, presenti 14 Consiglieri su 17 (mancavano due di minoranza, Carmelo Cifelli e Marcello Longo, ed uno di maggioranza, Salvatore Ferro), ampia discussione c’è stata sul Piano Territoriale Regionale della Campania. Dopo la relazione del sindaco Donato Agostinelli, e gli interventi dei consiglieri Francesco Di Ionno, Antonio Boffa, Antonio Mandrone, Antonio Spallone e Francesco Mazzilli, sono state fatte delle osservazioni alla proposta del citato Piano che, alla fine, sono state varate all’unanimità. Il Consiglio comunale ha esaminato la bozza di Piano inviata a tutti i Comuni della Campania per le valutazioni di competenza, che contiene indirizzi sufficientemente condivisibili, in materia di valorizzazione delle risorse agricole, ambientali e storico-culturali del Sannio orientale. Ha poi messo in risalto che la Regione non ha tenuto conto del primo e più completo riferimento, del significato economico-politico che è dato dal documento di “indirizzi politico-operativi per la programmazione economica e territoriale della Campania”, approvata all’unanimità dal Consiglio regionale in data 22 giugno 1974. Inoltre, ha evidenziato che tra le risoluzioni allora adottate dal Consiglio regionale fu individuata, come modello per procedere al riequilibrio economico-territoriale, ed in particolare al recupero delle zone interne, la realizzazione di alcune direttrici di sviluppo, intese quale flusso di iniziative produttive, industriali ed agricole, di infrastrutture e di servizi civili che consentissero di rompere l’isolamento e determinassero nelle aree interne occasioni localizzate di sviluppo. “La nuova dimensione europea – è stato asserito nella delibera consiliare – entro la quale la proposta del Governo iscrive la programmazione pluriennale degli investimenti, nelle infrastrutture strategiche, viarie, ferroviarie, aeroportuali e portuali, impone a tutti i livelli istituzionali di adeguarsi sia nel metodo che nel merito della valutazione e della partecipazione. Occorre sottrarsi ai rischi delle tradizionali istanze localistiche, per darsi conto di dover contribuire fattivamente alla migliore messa a punto dello scenario programmatico regionale, nazionale e comunitario, coniugando le esigenze del proprio territorio con quelle generali della costruzione dei grandi corridoi di comunicazione economica e sociale dell’Europa”. Il Consiglio ha chiesto: la realizzazione della direttrice sannitica, che va sotto il nome di “Fortorina”, per porre termine all’emarginazione di una cospicua parte delle popolazioni dell’Appennino campano e pugliese; di poter rivedere, attraverso un confronto diretto tra attori locali e pianificatori, la configurazione del Sistema Territoriale di Sviluppo comprendente San Bartolomeo in Galdo, in modo da fare assumere al centro abitato un ruolo di nodalità, anche alla luce della proposta istitutiva del Parco dei Tratturi e dell’inserimento delle iniziative in atto nel progetto APE (Appennino Parco d’Europa); di inserire nelle strategie viabilistiche, come progetto di connessione interprovinciale, un asse attrezzato che colleghi il Tirreno all’Adriatico, attraverso il Fortore-San Bartolomeo-Fondo Valle SS. 17 (Foggia e Termoli); di definire con chiarezza le funzioni nodali del centro abitato di San Bartolomeo, anche in funzione dei servizi essenziali e pubblici, industriali, sanitari, agricoli, commerciali, ambientali, fiume Fortore e Bosco Monturo, e turistici con recupero delle risorse idriche; di prevedere per l’area del Fortore un Distretto Rurale Agroalimentare. All’unanimità ha varato anche la richiesta del servizio postale nelle contrade rurali per la distribuzione della corrispondenza, e la partecipazione alla giornata nazionale sui problemi degli anziani e pensionati, svoltasi ieri.

di B.C. da “Il Sannio Quotidiano”