Il sindaco di Savignano, Oreste Ciasullo, ha illustrato l’esperienza del suo Comune per aggregarsi ad un’ altra Regione.

Domenica sera, presso il ristorante La Lanterna di San Bartolomeo in Galdo, si è svolto un incontro informativo pubblico organizzato dal Gruppo di Lavoro NoicolMolise dal titolo: “Passaggio ad altra regione: l’esperienza del Comune di Savignano Irpino”. Il responsabile delle relazioni esterne del Gruppo, Fernando Pepe, nel porgere il suo saluto e nel presentare i vari relatori ha detto che il Gruppo il 16 aprile scorso si presentò al pubblico per la prima volta, per valutare l’opportunità del passaggio del Comune di San Bartolomeo in Galdo al Molise, e che “bisogna costituire un comitato che collabori con le istituzioni”. Ha aggiunto che con le nuove normative il passaggio è più facile: basta solo il consenso del Consiglio comunale interessato o un referendum tramite la raccolta delle firme degli elettori residenti, necessarie come richiede lo Statuto civico. Giuseppe Groppoli, coordinatore del Gruppo, si è soffermato sulla devolution varata in questi giorni, asserendo che in campo sanitario saranno le regioni a finanziare la sanità, che molti fortorini che hanno bisogno di cure ospedaliere si dirigono verso l’Ospedale di Campobasso e che un domani quella struttura sanitaria potrebbe rifiutare l’assistenza perché la Regione Campania è debitrice con l’Ente molisano. Leonardo Pappone, ufficiale superiore della Guardia di Finanza in servizio a Campobasso e presidente del Consiglio comunale di San Bartolomeo in Galdo, ha riferito di essere stato disponibile sin dalla nascita del Gruppo di Lavoro NoicolMolise per il passaggio al Molise, per non essere più penalizzati dalla Regione Campania. Il Sindaco di Savignano Irpino, Oreste Ciasullo, ha detto che il suo Comune sta attuando l’iter per il passaggio ad altra regione, essendo stato trascurato dalla Regione Campania, “le nostre vicissitudini sono state riportate anche dalla stampa nazionale”. “La popolazione si è ribellata quando, per decisioni verticistiche, si voleva installare una terza discarica nel proprio territorio, ai confini con la Puglia, in una vecchia fornace”. Ha aggiunto che “il commissario straordinario, poi, si è dovuto ricredere perché la Sovrintendenza ha vincolato il sito essendo storico”. Per protesta i cittadini di Savignano Irpino non sono andati a votare nelle elezioni regionali: al seggio si erano presentati solo sei elettori. Donato Agostinelli, sindaco di San Bartolomeo in Galdo, pur condividendo le idee espresse dai relatori precedenti, ha asserito che bisogna valutare bene il problema con un discorso organico, coinvolgendo anche altri paesi fortorini. Il Presidente della Comunità Montana di Riccia (CB) ha suggerito ai presenti di pensarci più di una volta prima passare da una provincia ad un’altra. L’on. Luca Colasanto, infine, si è complimentato con gli organizzatori del convegno “perché tenete aperta una fiaccola accesa molti anni fa”. Ha detto che per il Molisannio si sta battendo da oltre 25 anni, perché la Regione Campania trascura il Fortore pensando solo a Napoli centro. “I napoletani ci definiscono cafoni. Se volete un documento storico del catasto bisogna andare a Campobasso”. Ha ricordato che il Consiglio provinciale di Benevento, sotto la presidenza di Panza, negli anni scorsi, deliberò all’unanimità il passaggio della provincia col Molise. “Purtroppo, ci furono lotte interne alla Dc. La battaglia ideale non decollò”. Ha concluso che si sta battendo, tra le tante problematiche, perché venga modificata la Legge elettorale regionale della Campania, la quale attualmente non consente alla provincia di Benevento di essere certamente rappresentata in seno al Consiglio regionale. Ha sottolineato il fallimento della sanità, la carenza della viabilità, della tassa regionale sulla benzina, a quella relativa al possesso d’auto e si è soffermato sull’invasione dei pali eolici nel Fortore. A tal proposito, l’on. Colasanto ha ricordato come nonostante ministri, esponenti politici di ogni latitudine, ambientalisti giunti in visita da queste parti, abbiano sempre ed unanimamente denunciato la sciagurata applicazione dell’eolico nel Fortore e nonostante l’impegno ad arginare l’eolico selvaggio assunto da esponenti politici sanniti, nulla si è ancora mosso. “Anzi – ha osservato Colasanto – nonostante l’impegno assunto da qualche autorevole esponente politico provinciale che aveva assicurato, ai cittadini del Fortore, il suo impegno per evitare il rilascio di ulteriori autorizzazioni e a rimuovere gli impianti eolici esistenti, tutto è poi rimasto lettera morta. Non solo – ha incalzato Colasanto -: come se non bastasse, negli ultimi mesi, agli uffici della Regione continuano ad arrivare richieste di autorizzazioni, da molti Comuni sanniti, per centinaia di ulteriori impianti eolici”. Di qui, il giudizio durissimo del Consigliere regionale forzista: “I politici che non mantengono le promesse sono dei politicanti – ha dichiarato Colasanto -. Basta coi politicanti sanniti parolai e spergiuri. I cittadini fortorini sono delusi e sicuramente hanno imparato a conoscerli e a smascherare le loro bugie. E adesso li attendono ai prossimi appuntamenti elettorali”.

di B.C. da “Il Sannio Quotidiano”