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Vista dell'Ospedale appena ristrutturatoGiovedì una manifestazione per ricordare la lunga e travagliata vicenda dell’Ospedale Padre Pio. «Il sindaco si scopre deluso ed indignato per l’annosa questione del nosocomio»…

Domenica mattina ha attirato la nostra attenzione un manifesto in cui il sindaco e il Consiglio comunale invitano la cittadinanza tutta a partecipare al giorno del ricordo in occasione del cinquantesimo anniversario della posa della prima pietra del fantomatico Ospedale P. Pio di San Bartolomeo in Galdo – 1958/2008. 

Nel 1958 nessuno degli appartenenti al nostro gruppo era nato, e pertanto questo avvenimento vive in noi attraverso il ricordo e nel racconto di chi era presente allora e che è costretto, a distanza di 50 anni, a vedere una situazione immutata. 
“Il Sindaco e il Consiglio comunale invitano…”, non ci risulta sia mai stato convocato un Consiglio comunale sull’argomento, non ci risulta sia stata programmata una azione comune tra istituzione e cittadini per reclamare insieme con forza questo sacrosanto diritto ad una assistenza sanitaria dignitosa. Alcuni tra gli stessi amministratori di maggioranza hanno appreso la notizia dal manifesto. Vuoi vedere che trattasi della solita mossa elettorale? Vuoi vedere che, come sempre accade, c’è chi vorrebbe prendersi dei meriti che invece non ha? 
Ed infatti, perché questa iniziativa e altre ancora che si potevano fare non sono state attuate dal Sindaco all’indomani della sua elezione, bensì invece ad 8 mesi dalla fine della legislatura? Eppure le sue promesse erano “la ultimazione immediata dell’Ospedale, la costruzione di un eliporto per eliambulanza e tante altre cose”. 
Siamo costretti invece ad assistere alla riduzione ed in alcuni casi alla soppressione dei servizi esistenti, al trasferimento degli infermieri ad altre sedi, senza che nessuno faccia nulla per evitare tutto ciò. Noi pensiamo invece che bisogna avere il coraggio di dire esattamente come stanno le cose. E allora ci chiediamo: visto che la sanità nella nostra regione e nella nostra provincia ha avuto da sempre gli stessi volti, nonché lo stesso partito politico, anche se con nomi diversi, e visto che il popolo della Valfortore ha rappresentato per costoro un immenso bagaglio di consensi, vogliamo finalmente ammettere che abbiamo sbagliato? Vogliamo fare mea culpa? 
E tu, caro Sindaco, che da anni hai ricoperto alte cariche istituzionali, a Rai uno, vorrai e potrai dire che i tuoi amici di partito e di cordata hanno tradito sempre il nostro comune? Sarai veramente libero di dire pubblicamente che in questo comune chi ha sempre raccolto di più ha tradito la fiducia accordatagli? 
Riteniamo, quindi, che per l’Ospedale di San Bartolomeo in Galdo la prima cosa da fare e sicuramente quella più giusta sia addossare le colpe a chi realmente le ha, quindi attivare una serie di azioni unitarie, istituzioni e cittadini insieme, senza bandiere e senza colori per vincere finalmente una battaglia di civiltà che riscatti la dignità del nostro popolo. 
Vergogna a chi? Chi deve vergognarsi se non gli amici che conosci bene? Chi deve vergognarsi delle promesse fatte? Chi deve rispondere ai cittadini delle tante sopraffazioni e delle ingiustizie ricevute in questi anni? Chi deve rispondere per i soprusi ai danni di questa popolazione onesta e laboriosa? Chi deve vergognarsi per una sanità inesistente e negata? 
Noi pensiamo che queste domande abbiano una sola risposta e vadano in una sola direzione. Vogliamo fare chiarezza? 

Partito Socialista 
sezione di San Bartolomeo in Galdo 

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Di contro il sindaco di San Bartolomeo in Galdo, Donato Agostinelli, in un comunicato dichiara tra l’altro quanto segue: 

“Io non faccio altro che testimoniare la rabbia e la delusione del popolo che rappresento. Siamo stanchi! Ormai sono cinquant’anni! Ogni volta, quando sembra che sia quella buona per l’apertura, ci si accorge che manca sempre qualcosa… Fino ad oggi non vediamo nessun risultato concreto. Sono ormai due anni che aspettiamo l’apertura del PSAUT, cioè del Pronto Soccorso Attivo Territoriale, ed invece l’ambulanza col medico deve arrivare ancora da Foiano di Valfortore o da Ginestra degli Schiavoni! È inaccettabile! Per non parlare dell’apertura della vera e propria struttura ospedaliera, cioè i 118 posti letto. A breve è prevista l’ultimazione dei lavori e la fornitura delle attrezzature… il timore è che, anche questa volta, ultimati i lavori, saremo costretti ad assistere all’ennesimo deperimento delle attrezzature e della struttura lasciata al suo abbandono! Noi chiediamo a tutti gli organi competenti di intervenire affinché questo non avvenga!… chiediamo di onorare le promesse fatte dal 2003 ad oggi!”.

da "IL SANNIO QUOTIDIANO" del 1/10/08