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OspedaleIniziano a emergere i contenuti del nuovo Piano Ospedaliero approvato stanotte, dopo una lunga maratona, dal Consiglio Regionale della Campania. Il provvedimento, che contiene misure straordinarie di razionalizzazione e riqualificazione del sistema sanitario regionale per il rientro dal disavanzo, è passato con 34 voti favorevoli e 17 contrari. Ha votato a favore la maggioranza di centrosinistra, contro il Popolo della Libertà.

 

Per quanto riguarda la provincia di Benevento, è emerso solo che la struttura di San Bartolomeo in Galdo diventa ospedale territoriale. Il piano di contenimento della spesa sanitaria, prevede una drastica riduzione del numero delle Aziende sanitarie locali campane che da tredici passano a sette. Tre nella provincia di Napoli e una per ognuna delle altre quattro province, Salerno, Caserta, Avellino e Benevento. Con la riduzione delle Asl sono stati approvati anche i tagli ai postiletto, 845 in tutta la rete ospedaliera tra pubblico e privato (compresi i 160 della Federico II e della Seconda Università diNapoli). 

Il piano, inoltre, prevede che mille posti dei cosiddetti acuti vengano riconvertiti in residenze per anziani per un risparmio di 140 milioni e che altri 900 siano riconvertiti in riabilitazione e lungodegenza (per un risparmio di 60 milioni). Quanto agli ospedali, escono dalla rete dell’emergenza il Cto e gli Incurabili a Napoli, gli ospedali di San Felice a Cancello, Roccadaspide, Agropoli, mentre vengono riclassificati da Dea a presidi di primo livello il San Gennaro, gli ospedali di Torre del Greco (che diventa polo specialistico per la gastroenterologia), Vico Equense, Marcianise, Scafati, Cava dè Tirreni, Oliveto Citra.

Gli ospedali di Bisaccia, San Bartolomeo in Galdo, Teano diventano ospedali territoriali. Grazie agli emendamenti dell’Italia dei Valori, accolti in serata, l’ospedale Maresca di Torre del Greco recupera i reparti di Ginecologia e Ostetricia e aggiunge dieci posti letto in Cardiologia. Il Consiglio Regionale, infine, ha approvato un emendamento di Salvatore Ronghi (Mpa) che dà un taglio alle consulenze delle aziende sanitarie in essere alla data di entrata in vigore della legge. Queste – si stabilisce – non sono ulteriormente rinnovabili nè rinegoziabili. 

Le misure di contenimento della spesa sanitaria regionale, stimate in circa 200 milioni di euro, erano richieste per evitare il rischio di commissariamento e dopo che il Governo, lo scorso 10 ottobre, ha avviato una procedura di diffida nei confronti della Regione Campania chiedendo al Consiglio Regionale di approvare il piano entro la scadenza del 30 novembre. 

 da "ILQUADERNO.IT" del 28/11/08