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I parroci del Fortore e del Tammaro sembrano aver raccolto l’appello lanciato da Nicola Colangelo, uno dei coordinatori del Movimento No triv Sannio, ad unirsi nella battaglia contro le paventate trivellazioni petrolifere autorizzate dalla regione.

“Bisogna ascoltare le coscienze di ognuno, dice Colangelo, e cito testualmente quanto riportato da Papa Francesco: ”Quando parliamo di ambiente, del creato, il mio pensiero va alle prime pagine della Bibbia, al Libro della Genesi, dove si afferma che Dio pose l’uomo e la donna sulla terra perché la coltivassero e la custodissero (cfr 2,15). E mi sorgono le domande: Che cosa vuol dire coltivare e custodire la terra? Noi stiamo veramente coltivando e custodendo il creato? Oppure lo stiamo sfruttando e trascurando? Il verbo “coltivare” mi richiama alla mente la cura che l’agricoltore ha per la sua terra perché dia frutto ed esso sia condiviso: quanta attenzione, passione e dedizione!” partendo da questi concetti espressi in modo semplice ma incisivo mi rivolgo ai parroci e tutti i sacerdoti del Sannio affinché si uniscano a noi nella lotta contro la devastazione del territorio”. Per Don Franco Iampietro, parroco di San Bartolomeo in Galdo, la questione va affrontata in modo ampio. “Sono più che mai convinto che ogni tipo di progresso che miri al miglioramento della vita segua una logica ben precisa ma, la civiltà, ha i suoi enormi costi. Come potremmo guidare la macchina se non ci fosse la benzina? Allora è giusto dire no a ciò che nuoce la salute e l’ambiente, ma è ancor più giusto pensare che il petrolio da noi utilizzato viene estratto in paesi del terzo mondo dove i poveri abitanti non hanno possibilità e mezzi di opporsi e sono ridotti al silenzio dalle multinazionali e le guerre intestine. Ora non bisogna dire il semplice no a priori, bisogna invece capire se chi rilascia le autorizzazioni è affidabile o meno e chi esegue i lavori sia gente altrettanto scrupolosa ed eticamente indicata a farlo. Io sono con i cittadini che in questo momento ed avendo vissuto sulla propria pelle gli effetti blandi di altri sfruttamenti, credo che una volta scottata sia così diffidente al punto da aver paura anche dell’acqua fredda!” Anche per Don Nicola Gagliardi, Parroco di Morcone esistono vari aspetti da prendere in considerazione e si dice in linea con quanto affermato da Don Franco. “Non bisogna guardare al territorio come un giacimento da sfruttare, ha asserito Don Nicola, bisogna fare in modo che le cose vengano fatte con scrupolo salvaguardando l’acqua, l’aria ed il cibo e sono con chi tutela l’ambiente e tenta di salvarlo dal suo sfruttamento a vantaggio di pochi”. Don Leonardo Lepore, parroco di Foiano ribadisce il concetto di tutela dell’ambiente e del patrimonio naturale, dicendosi fermamente contrario ad ogni tipo di scempio ai danni del territorio ed in modo particolare ai danni che potrebbero derivarne per la salute dei cittadini.

fonte: samnium.info