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giovedì, 16 Settembre 2021

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Equiseto

Equisetum, Linneo 1753. Sinonimi: coda di cavallo, setolone, codabussina, brusca. Divisione Pteridophyte, Famiglia Equisetaceae, Genere Euequisetum Descrizione: Pianta erbacea perenne simile al bambù, presenta un rizoma ipogeo dal quale, ogni anno, si dipartono radici e germogli aerei. I germogli hanno la caratteristica di essere provvisti di una sola cellula apicale dalla caratteristica forma piramidale dalla quale si genera, per divisione cellulare, il fusto adulto della pianta. Il fusto è cavo e articolato ai nodi, dove le foglie concrescenti danno luogo ad una guaina dentata caratteristica.

Habitat: Ampia radura notevolmente insolata a 760mslm all’interno del Bosco Montauro (842 mslm); esemplari sporadici presenti anche a quota 700 mslm (vedi figura). Il terreno vegetativo è estremamente umido, incolto e a carattere argillo-siliceo. Droga (parte della pianta che contiene sostanze farmacologicamente attive): fusto Composizione del fusto: 1) Potassio e silicio (fino al 20% del peso secco); 2) glicosidi flavonici (isoquercitrina equisetrina); 3) alcaloidi (nicotina 0,00004%); 4) saponina (equisetonina).

Utilizzi
Farmacologia: Azione diuretica blanda (glicosidi flavonici), azione remineralizzante ossea (silicio), azione antireumatoide (grazie alla capacità di assorbire l’oro disciolto nell’acqua), azione antiemorragica. Cosmetologia: Dato il contenuto elevato in silicio, l’impiego all’interno di creme è in grado di prevenire rughe, smagliature e cellulite grazie all’azione di induzione della proliferazione dei fibroblasti all’interno del tessuto connettivo. Fitoterapia: Utilizzo di decotti, infusi a base di polvere di fusto essiccato in caso di fragilità ossea, come diuretico volumetrico (diuresi d’acqua senza influenzare il riassorbimento di elettroliti) e nelle infiammazioni delle vie urinarie (cistiti, renella). Utilizzo esterno come cicatrizzante in soggetti con tendenze emorragiche, epistassi od in presenza di crampi  Curarsi con l’Equiseto L’equiseto viene assunto essiccando e frammentando le parti aeree della pianta in taglio tisana, ovvero opportunamente sminuzzate (2-15 mm). In Italia l’equiseto è comunemente utilizzato come polvere oppure come sospensione acquosa di pianta fresca. 

Preparati per uso interno
Effetto diuretico, curativo vie urinarie o antireumatico (in base ai metodi estrattivi):
Infuso 2/4 cucchiaini da tè di droga secca (1 cucchiaino da tè = 1 g di droga) Acqua bollente 150 ml
* Lasciare in infusione per 5 minuti, filtrare dopo 10 minuti e bere nelle 24 ore. Dose massima = 2 tazze da tè al giorno, l’equiseto al gusto è quasi insapore. 

Macerato
Come prima ma l’acqua è a temperatura ambiente. Lasciare macerare per 10 ore circa, filtrare e bere l’estratto nelle 24 ore.
Effetti collaterali: nessuno noto se l’utilizzo non è cronico. 

Capsule
Utilizzo della polvere all’interno di capsule od opercoli in ogni situazione di demineralizzazione e nei casi di unghie e capelli fragili (grazie al contenuto in silicio colloidale).

Preparati per uso esterno
Detersione di ferite, risoluzione di emorragie nasali, lenimento di pelli infiammate, alleviamento bruciore di gola e trattamento infiammazioni emorroidali:

Infuso
5 g di droga secca 100 ml di acqua * Fare lavaggi , sciacqui, gargarismi, applicare batuffoli di cotone o compresse di garza imbevuti di infuso sulle zone interessate.

 

Fotografia a cura di Marco Monari

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Antonio Vinciguerrahttps://www.docenti.unina.it/antonio.vinciguerra
Farmacologo presso Università degli Studi di Napoli Federico II. Contro il pensiero unico. Per un nuovo umanesimo delle montagne.

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