SBiG non ha origini remotissime, il fabbricato odierno affonda le sue radici nel medioevo. L’atto di fondazione è fatto risalire alla supplica del 1327 al sovrano angioino Roberto, con la quale l’abate di Santa Maria in Gualdo Mazzocca DOM Nicola da Ferrazzano chiedeva di poter ripopolare un luogo totalmente privo di abitanti di nome “San Bartolomeo”.

 

Si ripristinò una piccola chiesetta, presumibilmente ove ora sorge la grande chiesa Matrice. Non sorprende che le case costruite alle spalle della Chiesa Madre possano essere state costruite circa 700 anni fa. La struttura urbanistica del nostro borgo è a spina di pesce. SBiG era circondata da una cinta muraria alla quale si accedeva da ben cinque porte. Così il Falcone: “Nella parte superiore dell’abitato antico (nord ovest) vedesi ancora l’arco della porta che chiamasi San Vito, che è la meno antica di tutte le altre. Nella parte inferiore (sud est) vi è la porta della Croce che dà l’ingresso al paese. In uno dei lati, in contrada Provenzana, ha un’altra porta detta muro rotto; e piegando al sud est un’altra detta porta Provenzana. Nell’opposta diramazione finalmente, un’altra addimandata Portella. Lungo l’antica strada chiamata Piazza, quasi tutti i vicoli trasversali sono in corrispondenza, e ciascuno terminava con una torre, i cui avanzi ne indicano tuttavia le forme”.  L’unica porta ancora ben conservata e egregiamente ristrutturata dalla precedente Amministrazione comunale è la portaProvenza, se anche l’Enel evitasse di far passare i suoi fili dentro l’arco, sarebbe ancora più bella. La porta San Vito chiudeva l’abitato sul lato destro del Palazzo Martini all’altezza dell’oreficeria Longo. La porta Muro rotto si trovava sulla destra del Palazzo Badiale, l’edificio che attualmente ospita l’ufficio postale e la Comunità Montana del Fortore, da me individuata sulla base di una cartina di SBiG del 1813 ove ora sorge una casa dipinta di blu.  In corrispondenza opposta, vi era la porta Portella, in capo al vicolo adiacente il Comune partendo da nord. Infine, porta della Croce, la porta d’ingresso al paese al termine della Piazza (odierna via Leonardo Bianchi)

Fotografia: Salvatore Picciuto