In occasione dei 100 anni dalla costruzione della Chiesa del Carmine,  meglio nota come chiesa a “don Cicc”, la sig. Michelina Colella con la collaborazione della prof.ssa Venere Ferraro hanno dato alle stampe un libricino ricordo contenente la genesi della rettoria. È un lavoro esauriente che chiude il cerchio con i nostri precedenti scritti e anzi va in alcuni casi a correggerli. Ho l’abitudine, erratissima se fossi uno storico, ma fortunatamente non ho né le capacità, né le velleità per ritenermi tale, di supplire alla mancanza di dati certi con mie ipotesi.

E così ho agito anche con la lettura del registro delle celebrazioni. Avendo celebrato l’ultima messa don Matteo Catalano il 18 novembre del 1942, e don Ciro Canfora insieme con Padre Cherubino Martini celebrarono il triduo di Santa Lucia nello stesso anno, ho ipotizzato che dopo poco tempo avesse raggiunto il fratello nella luce del Signore, apprendo invece dal lavoro della sig. Colella che don Matteo è morto il 19 maggio 1948. Chissà cosa è successo durante questi sei anni. Chissà se ha celebrato da altre parti, o semplicemente s’era smarrito temporaneamente il registro delle celebrazioni, oppure una malattia gli ha impedito di celebrare. Ciò che mi ha colpito e mi ha fatto riflettere sulla deriva che abbiamo intrapreso in Italia sono i tempi di costruzione della chiesa. Il 18 giugno 1909 la Congrega ne deliberò la costruzione, il 13 dicembre dell’anno successivo si celebrò solennemente la prima messa. Più o meno gli stessi tempi che si impiegano attualmente, ne è un esempio la consacranda chiesa a rione Ianziti. Altra piacevole sorpresa leggendo il libricino è stata la scoperta dell’organista che probabilmente suonò anche il giorno della consacrazione solenne: il maestro Carmine Carlone.  Anche in questo caso, ringraziando la sig. Michelina Colella e la prof.ssa Venere Ferraro per l’encomiabile lavoro, e soprattutto per averci dato la possibilità di digitalizzarlo, riteniamo di far cosa gradita permettendone la visualizzazione sul sito a tutti i sanbartolomeani vicini e lontani.

 Auguriamo buona lettura