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Questa foto dovrebbe essere datata agli inizi del ‘900. Sicuramente prima della Grande Guerra, o al limite durante quegli anni. Manca il monumento ai caduti, al suo posto vi è una croce posta sopra una colonna. Manca l’elettricità, non si notano fili o snodi elettrici. La piazza del monumento non è lastricata. C’erano già il muraglione ove adesso c’è il Champions bar e il marciapiede davanti casa della prof.ssa Sangregorio e la Banca di Puglia e Basilicata. Da notare la folla enorme di bambini, probabilmente incuriosita dall’uomo con la macchina fotografica. Forse è una delle prime foto del maestro Carmine Carlone.

Piazza Umberto primo Foto scattata in piena epoca fascista.Sulla destra vediamo un milite, con tanto di pantaloni alla zuava e fez nero. La milizia era un corpo scelto che rispondeva solamente al Presidente del Consiglio Mussolini. In basso a destra nella foto, c’è un’apparecchiatura che non so cosa sia, forse qualcuno potrebbe aiutarci. Il muraglione è rimasto inalterato, vi fu aggiunto l’ultimo palo di cemento con il fascio littorio e il parapetto di ferro sulla scalinata. Un piccolo gregge che attraversa la piazza e dà la sensazione di piccolo borgo agricolo. E’ stato aperto, come si nota sulla destra, l’hotel Bellavista. Provo a fare un’ipotesi sulla datazione della foto, ma davvero una ipotesi fatta sul nulla e non tenendo conto la bontà e il non rispetto delle regole del sanbartolomeano, anche fascista. Nel 1923 furono bandite dal regime le parole straniere, tra cui hotel, ma solo nel 1937 le sanzioni pecuniarie furono triplicate e conveniva usare parole italiche. Dunque, siamo sicuramente dopo il 1923, come testimonia il milite, ma, forse, prima del 1937, anche se forse a San Bartolomeo si chiuse un occhio su queste scemenze del regime.E’ un 4 novembre, si notano le bandiere tricolori alle finestre. Impressiona la gente che partecipava alla ricorrenza. In basso a sinistra è possibile notare la pavimentazione simil badricc in pietra, da qui il nome “chiazz d’ rar”. Tutti guardano in direzione della macchina fotografica. In tempi recenti un fotografo non attirerebbe l’attenzione. Il signore in primo piano al centro con camicia bianca e capello, tra i due signori con le coppole, è il padre di Don Clemente.