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Si è tenuto martedì 26 il Consiglio comunale monotematico sulla questione ospedale Francesco Lastaria di Lucera.
La storica cornice del teatro Garibaldi ha ospitato i lavori consiliari della giunta lucerina guidata dal sindaco Antonio Tutolo e dei sindaci dei comuni dell’appennino dauno, sentitamente coinvolti nel paventato ridimensionamento del nosocomio lucerino.
L’assemblea ha cominciato a discutere dell’ospedale dopo l’appello dei presenti e dopo l’ascolto dell’inno nazionale.
L’inizio dei lavori è stato aperto dal lungo intervento del consigliere di opposizione Leonardo Del Gaudio che ha fornito informazioni di natura tecnica circa la storia e l’operato dell’ospedale svevo, del numero di posti letto attualmente presenti, ridotti e da ridursi nella ipotesi del riordinamento sanitario.
E’ seguito poi l’intervento preciso e puntuale del consigliere Ziccardi, medico cardiologo, che si è concentrato sulla difficoltà drammatica di quanti presentano un codice bianco o giallo e dunque non tanto grave da poter beneficiare del trattamento ospedaliero, il consigliere ha poi prospettato una continuità con la cronicità della malattia curata dagli OORR di Foggia,  mirando a fare di Lucera un presidio sanitario volto a offrire cure intermedie, rimanendo al fianco del trattamento delle acuzie offerto dal Riuniti di Foggia.
“Il Lastaria andrebbe potenziato, e non cancellato, riconvertito per favorire l’autonomia clinica del paziente”, prosegue il dottor Ziccardi.
Rilevante è stato poi ai fini della discussione l’intervento del consigliere Giuseppe Bizzarri, sulla lettura del decreto Balduzzi, considerando i punti che maggiormente possono costituire delle ancòre di salvataggio cui potersi legare per salvare il Lastaria, in particolare la parte del decreto riguardante i tempi di percorrenza degli utenti per raggiungere l’ospedale di base.
L’intervento si è poi concentrato sulla possibilità di concentrare l’attenzione su Foggia, sia per poter legare il Lastaria agli Ospedali Riuniti, sia per attuare una politica di unione con l’Università foggiana.
Presenti i sindaci dei comuni di Biccari, Motta Montecorvino, Carlantino, Volturino, Celle San Vito e il vice sindaco di San Bartolomeo in Galdo.
Si è ipotizzata anche l’ipotesi dell’opzione giudiziaria, ricorrendo al TAR per la questione ospedale, paventata dal sindaco di Motta Montecorvino. Degno di nota è stato poi il discorso del sindaco di Carlantino, dottor Vito Guerrera, il primo cittadino del comune dauno ha proposto l’incontro con il governatore Emiliano con l’invio delle delibere dei consigli comunali di tutti i paesi coinvolti, per evitare che la Regione ignori ancora una volta il diritto alla salute  di una popolazione di circa 50.000 abitanti.
A fare il punto della questione è stato poi il sindaco di Lucera, Antonio Tutolo, ricordando i molteplici tentativi di dialogo fatti con il governatore Emiliano, parlando poi della nuova iniziativa dei sindaci di alcuni comuni del centro Italia, che hanno dato vita ad una associazione dei comuni dimenticati,  aventi un unico obiettivo : quello di considerare il punto 9.2.2 del Decreto Balduzzi «Presidi ospedalieri in zone particolarmente disagiate» e sostituire con un «obbligo» e non con una «possibilità» in balia della spending review, la presenza di presidi ospedalieri dotati di pronto soccorso nelle zone classificate come disagiate: la rete dell’urgenza ed il pronto soccorso devono essere alla portata di tutti. Tutolo ha poi espresso la piena accoglienza delle proposte e di quanto detto nei precedenti interventi e la possibilità di proporre le istanze di diritto alla salute tramite proteste, ove si ritengano necessarie.

Fonte: foggia.zon.it