Viaggio alla scoperta del nostro territorio – a cura di Antonio Pacifico

E’ la pianta di sbig che amo di più!
E’ la più vecchia roverella che abbiamo, potrebbe avere anche trecento anni!
Lotta ancora con i parassiti e con la morte, speriamo lontana…
Si trova a Sant’Angelo.

Un’altra scoperta di oggi…
Tra le ghiande dalla roverella ho notato queste strane “meduse” rossastre e mi son chiesto cosa fossero.
la risposta l’ho trovata sul web.
Si tratta di galle provocate dalla puntura di un Imenottero Cinipide, l’Andricus dentimitratus.
Per isolare il parassita la pianta forma queste bellissime galle colorate, una sorta di prigione dorata…

Era di agosto nel 2015.
Tra le piante di tabacco in fiore, ultimi impianti consentiti dall’Unione Europea, tra poco sparirà del tutto a sbig.
Aveva portato tanta ricchezza agli agricoltori, che impararono subito a coltivarlo bene…

 

 

 

 

 

 

Questa è una delle nostre ricchezze, ma che NON sappiamo vendere sul mercato che conta… anche direttamente all’estero.
Per essere tutti i nostri agricoltori ancora ombrosi l’uno dell’altro finiamo nelle mani di commercianti senza scrupoli che giocano solo e soltanto al ribasso dei prezzi ai produttori…
Ma quando lo capiremo?…una buona volta?!!
Adesso ci sarebbe anche l’opportunità di internet che supererebbe la mancanza di strade per raggiungerci…

Il corbezzolo (Arbutus unedo) dai frutti dolciastri, granulosi, ma soprattutto multicolori, mentre maturano scalarmente.
Se non raccolte, a terra si forma un tappeto di palline rosse e rugose….Questa è una bellissima felce.
Avete mai osservato la pagina inferiore delle fronde (non si chiamano foglie)?
Quei bottoncini allineati si chiamano sori e producono le spore, che daranno nuove piante.

A cura del prof. Antonio Pacifico (Classe 1948)

Fonte: facebook, Gruppo “L’Eco di Sbig”