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Non conosco personalmente Gianfilippo Mignogna, ma da qualche anno grazie alla rete seguo il suo percorso istituzionale, fatto di tanta passione, preparazione, visioni, sogni e concretezza.

Gianfilippo Mignogna nasce politicamente in un’area diametralmente opposta alla mia. Eletto nel 1998 Presidente di Azione Giovani di Biccari, svolge la sua carriera politica nell’ambito del centrodestra.

Eppure son convinto che se ci chiedessero oggi a quale parte politica apparteniamo, entrambi risponderemmo usando le parole di Paolo Piacentini: “Appartengo all’Appennino. Appartengo ad un territorio. Appartengo ad una terra che ti dà molto e che ha bisogno di essere ricambiata con amore, in termini di conoscenza e di cure”.

Ci sarebbe molto da dire su Gianfilippo Mignogna e la sua visione per il rilancio delle aree interne, ma non stiamo scrivendo un’agiografia del sindaco di Biccari, tuttavia per chi volesse, può rileggere le sue 10 proposte per i piccoli comuni, paradigma della sua azione politica.

Sono stati anche i dati demografici di aprile 2019, nonché le iniziative messe in essere in questo periodo (Case sugli alberi, bubble room, mese di vacanza offerto a due giovani, etc. etc.) a spingerci al piccolo tributo al sindaco di Biccari.

Sono i dati che vorremmo leggere ogni mese, piccoli passi verso una normalità demografica.

Biccari nel mese di aprile guadagna 4 abitanti. Pochi, molti? Forse pochi, ma già non vedere il segno meno è una speranza.

Le nascite sono state 3, i decessi 2, un +1 bellissimo. Gli iscritti all’anagrafe 5, le cancellazioni 2, per un +3 che ha la stessa armonia di un madrigale di Carlo Gesualdo.

Biccari passa da 2704 a 2708.

Dopo mesi di segnali negativi, si risveglia anche San Bartolomeo in Galdo. 3 nascite e 2 decessi, 5 iscritti e 4 cancellati dai registri anagrafici, la tempesta che ci aveva fatto perdere 30 abitanti nei primi tre mesi dell’anno e aveva fatto registrare due clamorosi 0 nelle caselle delle nascite nei mesi di gennaio e febbraio (ricordo che non era mai successo nella nostra storia, dal 1811 al gennaio 2019 che in un mese non nascesse un bambino).

San Bartolomeo passa da 4615 a 4617. Poco, ma noi ci appigliamo a qualsiasi segno che vada in controtendenza.

Anche Baselice regge in questo inizio anno. Aveva 2266 abitanti a gennaio e ne ha 2266 a fine aprile. La cicogna dopo un mese di pausa, ad aprile s’è nuovamente fermata su Baselice con una nascita, i decessi sono stati 2, le iscrizioni 6 e le cancellazioni 5.

Castelvetere in Val Fortore perde 4 abitanti, passando da 1112 a 1108. Dopo tre mesi di zeri nella casella delle nascite, il mese di aprile fa registrare una nascita, a fronte di 2 decessi. 0 iscritti nei registri anagrafici e 3 cancellazioni. Lodevole l’iniziativa del parroco don Armando Valerino, il quale ha indetto un bonus bebè di 500 euro per ogni nascita nel borgo. Cifra poco più che simbolica, ma denota grande attenzione verso il gravissimo problema della denatalità che affligge le zone interne.

Mese non favorevole per Foiano, perde ben 6 abitanti, passando da 1391 a 1385. I 6 decessi non sono compensati dalla sola nascita e le cancellazioni dai registri anagrafici sono state ben 4 a fronte di 3 iscritti. Foiano in questi anni è stato il paese della Valfortore che ha retto meglio il decremento anagrafico, questi primi 4 mesi del 2019, in cui ha perso 19 abitanti, spero siano solo una parentesi negativa in un percorso virtuoso che i nostri vicini hanno iniziato da qualche anno.

Molinara resiste. Non perde abitanti nel mese di aprile, stabile a 1585, ma ciò che fa sorridere e sperare sono le 2 nascite, che sommate alle 2 di marzo fanno già 4 nuovi bambini. 2 iscritti e 3 cancellati dai registri anagrafici. L’esempio di Molinara si presta a due sentimenti contrastanti: speranza e scoramento. Speranza perché non perde abitanti e resiste benino; scoramento perché il sindaco Addabbo è un vero fuoriclasse, il suo comune è sempre ai vertici di tutte le statistiche del Sannio: tassi di occupazione, capacità di intercettare i fondi, fermento culturale e sportivo, ma nonostante ciò non cresce. Di questi tempi è già una vittoria non perdere popolazione, ma è ingiusto che per ottenere un risultato minimo ci vogliano dei fuoriclasse come Peppe Addabbo.

Montefalcone fa registrare un mesto +2, passando da 1418 a 1420. Un +2 mesto perché continua ad avere 0 nella casella delle nascite. Da gennaio ad aprile non è nato nessuno nel paese più alto della Valfortore. Il +2 è dovuto a 5 iscritti, 1 cancellazione e 2 decessi.

Il dato demografico peggiore di questo mese lo fa registrare San Marco dei Cavoti. La bella cittadina dei torroni, prodotti d’elite della nostra provincia, fa registrare un clamoroso -14 abitanti, risultato di una sola nascita e 7 decessi, una sola iscrizione e 9 cancellazioni. Auguriamo di cuore alla nuova Amministrazione Comunale di riuscire a invertire la tendenza che da troppo ormai attanaglia San Marco.

Perde 2 abitanti anche Tufara. Come Montefalcone, anche nel centro molisano non vi sono nascite dall’inizio dell’anno. Ma i decessi sono stati 4. Gli iscritti all’anagrafe 2 e le cancellazioni 0. Tufara passa da 863 a 861.

Buono anche il dato di Alberona. Si passa da 918 a 920. Cancella lo 0 nella casella delle nascite, registrando un nuovo bambino nel 2019, un decesso e 2 iscritti a fronte di nessuna cancellazione.

Perde 2 abitanti il paese bomboniera della Valfortore: Roseto. Una nascita, non pareggia i tre decessi di aprile, una cancellazione è pareggiata da una iscrizione nei registri anagrafici.

4 abitanti in meno per San Marco la Catola, si passa dai 948 di marzo ai 944 di aprile. Abbiamo uno 0 nella casella delle nascite che fa il paio con lo 0 nella casella delle iscrizioni nei registri anagrafici. Un decesso e tre cancellazioni.

Stabile Volturara, 417 abitanti senza variazioni. Stabile anche lo 0 nella casella delle nascite, il decesso mensile è pareggiato dall’iscrizione nei registri angrafici.

Come San Marco la Catola, anche Volturino perde 4 abitanti. Ma a differenza di San Marco Volturino fa registrare una nuova nascita, salendo così a tre nuovi bambini dall’inizio dell’anno. Si passa da 1481 a 1477.

Dati anagrafici che contengono luci ed ombre, ma già avere qualche luce ci dà un appiglio per resistere e sperare.