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Noi di sanbartolomeo.info, auguriamo una buona ripartenza al nostro borgo, a tutte le persone che vi abitano e soprattutto vi lavorano. 69 giorni di chiusura, in un’economia veloce come quella odierna possono essere mortali, ma la gente di San Bartolomeo ha vissuto situazioni più difficili e s’è sempre rialzata.

La Storia è maestra e ci ricorda che la sorte avversa ci ha bastonato più di una volta. Ne cito due ad esempio: la peste del 1656 e la “spagnola” del 1918. La peste fu un colpo quasi mortale per i nostri avi, vi furono 704 morti su una popolazione di 1800 abitanti, il 39% della popolazione fu falcidiata dal morbo. Ma i nostri avi seppero rimboccarsi le maniche e ripartire.

La seconda spazzò via in due mesi, nel settembre ed ottobre 1918, una generazione di bambini, ben 195 persone. Eppure abbiamo saputo rialzarci nuovamente.

Oggi si usa, a sproposito, la metafora della guerra, allora c’era veramente la guerra alla quale si aggiunse la pandemia, ma il popolo laborioso di San Bartolomeo non si fece abbattere dallo scoramento.

A maggior ragione oggi, come borgo siamo stati più fortunati di molti altri (Nembro per citarne uno), ed allora oggi come 100 o 370 anni fa ci rialziamo, apriamo le serrande e ricominciamo.

Buon lavoro a tutti

  • Foto di Silvestro Apicella