Dopo 60 ore di pioggia, l’Italia si accorge del ciclone Erminio

C’è stato bisogno di un ponte che crollasse, della dorsale adriatica interrotta perché anche i giornali mainstream si accorgessero di quello che sta succedendo in questo lembo di terra.

Sono 60 ore che piove continuamente, i fiumi e torrenti sono ingrossati e in molti casi straripati con danni ingenti alla viabilità ed ai campi.

Il ciclone “Erminio” sta provocando frane, allagamenti, interruzioni di ferrovie e strade. Persone in pericolo salvate dai vigili del fuoco, raccolti persi.

Fortuna o siccità ha voluto che la diga d’Occhito fosse piena solo per un terzo, riuscendo così ad immagazzinare, almeno per ora, l’acqua trasportata dalla piena del Fortore. Siamo passati dai 107.165.920 milioni di metri cubi del 31 marzo c.a. ai 176.460.920. L’invaso può contenere ancora poco più di 110 ml +40 ml di laminazione prima di aprire le paratoie con gravi danni sulla piana di Termoli. Se le previsioni meteorologiche saranno confermate e venerdì pomeriggio smetterà di piovere, potremmo dire che il sistema ha retto per ora, evitando peggiori inconvenienti.

Tutto questo ambaradan e solo dopo 60 ore il resto d’Italia si è accorto di noi.

Sulla versione cartacea del maggior quotidiano d’Italia il Corriere della Sera, ad oggi 2 aprile 2026 del ciclone “Erminio” non c’è traccia.

Non c’è risentimento, né rassegnazione in ciò che scriviamo, è solo una constatazione.

Come recitava una famosa pubblicità: Meditate gente!

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