SBiG 700: Indicizzato il 1817

Abbiamo indicizzato il 1817. Avremmo voluto terminare il lavoro entro il 2027, ma grasso che cola se ne completeremo 1/3. Nonostante siamo partiti per tempo, abbiamo constatato che il lavoro è immane e il nostro tempo da dedicarci non molto. Continueremo anche dopo i festeggiamenti del settecentenario.

La popolazione di San Bartolomeo nel 1817 era simile a quella degli altri anni indicizzati. Il 90% erano contadini.

Poi abbiamo la classe degli artieri: i La Vecchia erano fabbricatori incontriamo Antonio ed Emiddio, così come Passaro Marcellino, i Paradiso  Giacinto e Michelangiolo e Michele Santagata.

Abbiamo dei calzolai come Giuseppe De Palma e Girolamo Capobianco, Adamo Riccio e Giallonardo Bibbò.

Abbiamo dei sartori come Francesco Pedecino, Antonio Pizza, Germano Ianzito e dei mastri ferrai come Mandato Botte.

I Gabriele, nello specifico Giuseppe coniugato con Margherita Morrone, che da lì a qualche anno domineranno politicamente la scena paesana, nel 1817 erano ancora rubricati come “Campagnolo/Massaro”, lavoratori della terra che però era di loro proprietà, nel giro di tre lustri Antonio Gabriele diverrà sindaco del paese.

Anche la famiglia Catalano aveva iniziato la sua scalata all’elite politica economica del paese, troviamo membri della famiglia Antonio e Donato rubricati come “Poteccaro”. Avevano iniziato a vendere parte della merce che prima da viaticali trasportavano solamente.

Una simpatica curiosità: il dottor Giuseppe Gisoldi era proprietario di una spezieria, la farmacia dell’epoca. Non sappiamo quando la spezieria del dottor Gisoldi chiuse e per decenni non vi fu nessuna farmacia con quel nome, dovette arrivare la dottoressa Sciarra che sposò il prof. Gisoldi per riaprire la farmacia Sciarra, che oggi, a distanza di 200 anni, dopo la sua morte è gestita dai suoi figli i dottori Gisoldi – Colabelli che sono anche avi del dottor Giuseppe. Ed ora dite che Vico aveva torto.

Un’altra curiosità: la famiglia Pepe è numerosa, lo era anche nel 1817, un ramo ha ancora come soprannome “Iaquantonio”, ad esempio la buonanima di nostro nonno. Ebbene abbiamo incontrato Giacomantonio Pepe marito di Isabella Cinicolo il cui primo figlio fu chiamato Domenico. Molto probabile che per riconoscere il ramo di Domenico si dicesse Domenico di Giacomantonio, da cui “Iaquantonio”. Nostro prozio era Domenico Iaquantonio, molto probabilmente discendente di Giacomantonio.

Angela ed Emmanuela esercitavano il mestiere più antico del mondo e rimaste incinte hanno partorito con l’aiuto dell’ostetrica Anna Maria Bartolomeo due bambini a cui hanno dato il proprio cognome.

C’erano due medici: Giuseppe Colatruglio e Vincenzantonio D’Andrea.

Ed infine a distanza di poco più di 200 anni vogliamo ringraziare Angelo Fiorilli, contadino di 40 anni, che mentre tornava a casa davanti alla porta di Antonio Pannone trovò, il 13 novembre, una proietta dall’apparente età di 6 giorni. Angelo doveva essere un buono, perché non esitò a portarsela a casa e le diede il nome di Angiola Fiorilli.

Grazie Angelo.

Non fu così fortunato il piccolo Michele Violante, trovato la notte del 29 dicembre davanti casa di Donato Viglione e che morì qualche ora dopo essere stato battezzato.

Riposa in pace tra gli angeli caro Michele.

Alla prossima e rinnoviamo l’invito a chiunque voglia fare qualcosa per i festeggiamenti di SBiG, ci faccia sapere così proviamo a coordinarci.

Nell'ultima settimana

Antonio Pacifico

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