Così si svolse la caccia al lupo… A quei tempi la comunità era essenzialmente agreste, per riscaldarsi dal gelido inverno si tenevano in casa ciuchi e porci. Le case poco più che catapecchie sudice e puzzolente erano costruite con le pietre, nel paese le viottole di acciottolato apparivano disseminate di ogni sorta di luridume. Di giorno davanti a molte case stavano legati i maiali, attorniati da sciami di mosche, mentre per le vie razzolavano liberamente le galline. A sera gli asini e i muli al ritorno dalla campagna, venivano lasciati un po’ dinanzi alle case. D’inverno i vicoletti diventavano completamente impraticabili per il fango. Il tizzone e la lucerna ad olio fornivano una tenue luce che rompeva un po’ l’oscurità delle interminabili e gelide notti invernali. Un placido paesaggio dove il silenzio imperava ovunque, e la vita seguiva sempre la solita quotidianità
E’ appunto in S.Bartolomeo antico che rivive l’immagine dei cacciatori e del lupo. Erano gli anni ’30, il vecchio, terribile e famelico lupo aveva seminato ovunque panico e spavento. Vagabondava a zonzo per le campagne e al crepuscolo minaccioso si avvicinava ai margini del paese. Fu così che questi cacciatori decisero finalmente di dargli la caccia e, in un bel mattino d’autunno, dopo un’estenuante seguita lo stanarono da uno dei tanti nascondigli che aveva in posticino di macchia mediterranea, in località Macchio. Con alcuni colpi di lupara misero fine alle astuzie della feroce belva e legatala per le zampe, la trascinarono in piazza Garibaldi, tra gli sguardi attoniti e sbigottiti dei bambini. I cacciatori ritratti nell’immagine, sono da sinistra: Pasquale D’Ariano possidente terriero, Nicola Del Buono il calzolaio del paese, Giuseppe Pepe fratello a Monsignor Giovanni che diede l’Istituto del Calvario alle Suore della Carità, Vincenzo la Vecchia un muratore e Costantino Tomaselli albergatore.
Il lupo a quei tempi era considerato nocivo e, ne era premiato con denaro l’abbattimento. È questa l’immagine raccontata, sembra una novella, ma è un pezzettino della nostra storia.