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una pigottaL’Istituto Comprensivo di San Bartolomeo in Galdo aderisce all’iniziativa dell’Unicef. Iniziativa umanitaria: è possibile donare un ‘kit salvavita’ a minori di Paesi in via di sviluppo…

 

La scuola primaria Ianziti di San Bartolomeo in Galdo, in collaborazione con genitori, la scuola dell’infanzia locale, quella di pari grado e la secondaria di primo grado di Baselice, in Via Pasquale Circelli, domenica e lunedì, dalle ore 9.00 alle 12.00 e dalle 15.00 alle 19.00, ha dato vita alla manifestazione dal titolo “Adotta una Pigotta”, per la sopravvivenza e lo sviluppo dell’infanzia.Con l’adozione della Pigotta dell’UNICEF si dona ad un bambino di un Paese in via di sviluppo un kit salvavita, una serie di cure che potranno garantire la sua sopravvivenza e ridurre il tasso di mortalità sotto i cinque anni di vita.La bambola trae il suo nome “Pigotta”, dal dialetto lombardo ed indica la tradizionale bambola di pezza fatta a mano, con cui hanno giocato molte generazioni di bambini. Oggi la Pigotta si presta alla meritevole iniziativa dell’UNICEF (Fondo delle Nazioni Unite per l’Infanzia), la principale organizzazione mondiale per la tutela dei diritti e delle condizioni di vita dell’infanzia e dell’adolescenza, nel difficile, eppure obbligatorio, progetto di salvare la vita di un bambino. Il contributo economico per l’acquisto della pigotta consente all’UNICEF di fornire a un bambino di un paese africano interventi mirati che riducono il pericolo di mortalità nei suoi primi cinque anni di vita. Trattasi di misure preventive incluse in un kit salvavita composto da vaccini, dosi di vitamina A, kit ostetrico per un parto sicuro, antibiotici e una zanzariera antimalaria. 

L’iniziativa nasce nel 1988 e da allora crescente è stata la partecipazione rilevata. Come si legge nel sito dell’organizzazione soltanto negli ultimi 9 anni sono stati raccolti oltre 15 milioni di euro, che hanno permesso di salvare più di 770.000 bambini. A parte il lodevole sostegno dato all’iniziativa dalla partecipazione delle scuole di San Bartolomeo e Baselice, è possibile adottare la Pigotta in uno dei numerosissimi banchetti che i volontari dell’UNICEF allestiscono nelle piazze di tutta Italia oppure recandoti presso un Punto di Incontro UNICEF o alla sede del Comitato UNICEF.Ogni anno, infatti, nel periodo che precede il Natale l’UNICEF è presente nelle piazze d’Italia per “dare in adozione” tutte le Pigotte realizzate dalle migliaia di volontari che aderiscono al progetto.Ciascuna bambola è accompagnata da una cartolina e una carta d’identità con i suoi dati e quelli della persona che l’ha creata. È questa solo uno dei tanti progetti posti in essere grazie al dinamismo di una organizzazione che è stata fondata nel 1946 su decisione dell’Assemblea Generale dell’ONU, e che attualmente opera in 156 Paesi in via di sviluppo attraverso uffici permanenti sul campo e in 36 Paesi economicamente avanzati tramite una rete di Comitati Nazionali. 
La missione che ispira l’azione dell’UNICEF è canalizzare risorse e impegno al soddisfacimento dei bisogni di base e delle opportunità di vita di ogni bambino, ragazzo e adolescente.Un obiettivo perseguito attraverso programmi e progetti di sviluppo umano concordati e realizzati, in ogni paese, con le istituzioni pubbliche, organizzazioni e associazioni locali, preservando le diversità culturali legate al sesso, alla condizione sociale, all’appartenenza etnica o religiosa.Il principio di riferimento dell’attività dell’UNICEF è contenuto nella Convenzione Internazionale sui diritti dell’infanzia, approvata dall’ONU nel 1989, in esso si parla di un “approccio centrato sui diritti” sostenuto da una strategia che concretamente aiuti le fasi dello sviluppo della persona “in tutte le circostanze, situazioni di emergenza comprese”.

 

Da "IL SANNIO QUOTIDIANO" del 10/12/08