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Prologo
A cura di Paolo Angelo Furbesco

Premessa: Tutto ebbe inizio da un telegramma
Origini storiche
Napoli, 13 febbraio 1927
Il 13 febbraio 1927, a Napoli, moriva Leonardo Bianchi. Mancavano meno di due mesi al suo settantanovesimo anno di vita. L’ex ministro della Pubblica Istruzione era nato a San Bartolomeo in Galdo, in provincia di Benevento, il 5 aprile 1848. Queste le parole che compaiono sulla lapide-ricordo posta sul muro della sua casa natale, in via Leonardo Bianchi, al numero 124: «Scienziato. Rettore dell’Università Partenopea. Ministro della P.I. Senatore del Regno elevò con il suo acuto ingegno di Maestro la Scienza, la Patria e l’Umanità».

Subito dopo la sua scomparsa, presso la sua  abitazione di Napoli in via Museo 73 (ora via Pessina), arrivarono a iosa telegrammi di condoglianze, pubblicati nei giorni successivi sulle pagine del Mattino. Fra tutti, spiccava naturalmente quello dell’allora Capo del Governo, Benito Mussolini, che recitava: «A nome Governo e mio esprimo vivissimo cordoglio per scomparsa Suo Genitore illustre». Non poteva mancare la firma del Re Vittorio Emanuele, che così si esprimeva: «La improvvisa notizia della morte del Senatore Bianchi mi ha vivamente contristato. Ricordando le insigne benemerenze dell’illustre Estinto invio e Lei ed ai suoi – anche a nome della Regina – le mie sentite condoglianze». E infine, ecco come si esprimevano il Duca e la Duchessa D’Aosta: «Anime e cuori nostri fortemente sentono la dipartita di sì illustre ed eccelso italiano. Affettuosamente rimpiangono la scomparsa di sì devoto ed affezionato amico. Profonde condoglianze famiglia tutta». Ma il testo che mi ha fatto  sobbalzare il cuore dalla gioia è questo: «A nome circolo Frentano esprimo ultimo devoto omaggio memoria grande concittadino che irradiato ed irradiando sua fulgida luce illustra Italia  nel mondo. Presidente Bellotti».Dopo questa premessa, una domanda sorge spontanea: esiste ancora questo circolo culturale che a quei tempi, come viene riferito, rappresentava un eccellente biglietto da visita per il paese e un fiore all’occhiello per l’intera comunità locale? Una buona notizia: esiste, eccome. Da diversi anni, faccio parte di questo sodalizio in qualità di socio temporaneo (essendo residente in un altro Comune) e non vi nascondo che ne sono particolarmente fiero. L’attuale sede si trova al numero 22 di piazza Umberto Iº, presso l’ex palazzo di Donna Rosa Campanella.

Ed è… quel telegramma destinato alla memoria dell’illustre concittadino, firmato nel lontano 1927 dall’allora Presidente Bellotti, ad aver stuzzicato in me la voglia di approfondire le origini e la storia del nostro Frentano.
Nel giugno del 2015, grazie alla disponibilità dei soci ordinari, segretario dottore Vitangelo Pepe e cassiere signore Francesco Barbato, ho potuto prendere visione di tre “Registri  Deliberazioni” del circolo. Il primo inizia dall’anno 1930 e dura fino al 1958; il secondo parte dal 1959 per finire nel gennaio del 1995, il terzo copre l’arco   dal marzo 1995 ai giorni nostri. Purtroppo, il volume che verosimilmente ci doveva riferire tutti i fatti precedenti all’anno 1930 non si trova più in archivio. Spulciando tra le varie delibere, ho appreso con somma gioia che il primo “Statuto del Circolo” fu approvato dai soci il 20 aprile 1910 e – per quanto riguarda l’ammissione di nuovi soci – riformato in data 12 febbraio 1944.
Possiamo quindi affermare, senza tema di smentite, che il Circolo Culturale Frentano di San Bartolomeo in Galdo nacque nell’aprile del 1910

Sogno – incubo in una notte di mezza estate. I magnifici 11 leoni  
Riavvolgiamo questo interessante nastro storico fino alle origini. La lunga corsa termina più di un secolo fa.
Ai principi del Novecento, la popolazione di San Bartolomeo in Galdo era composta da 8.751 abitanti (censiti dal Comune in data 10 febbraio 1901); qualcuno di loro pensò alla fondazione di un circolo culturale, di cui come abbiamo accennato conosciamo soltanto la data di nascita… Ma ecco che il mio Angelo custode mi dà una mano. Nonostante il gran caldo (durante la giornata la temperatura aveva sfiorato i 41 gradi), la notte del 19 luglio 2015 dormivo profondamente e ho potuto fare un bellissimo sogno. Mi trovavo in corso Roma, nei pressi della casa comunale. Intorno a un enorme tavolo rotondo, vi sono seduti diversi cittadini – avvocati, dottori e professionisti appartenenti a importanti famiglie sanbartolomeane – impegnati in appassionate discussioni. È presente anche l’allora sindaco, l’avvocato Ignazio Saccone. Provo a chiedere a una persona chi siano. Mi risponde: «Ma come, non li conosci, sono quasi tutti i signori del paese che vogliono fondare un circolo», e mi snocciola una sfilza di cognomi: Catalano, Cassitto, Rosa, Gabriele, Colabelli, Martini, Braca, Colatruglio, Crialese, Ricciardi, Gisoldi, Marotta, Monaco, Campanella e altri ancora che non ricordo, perché per la grande emozione mi sveglio di colpo, tutto sudato, dando la colpa di quanto accadutomi al gran caldo estivo, senza riflettere che, a volte, i sogni sono piccoli desideri che rimangono chiusi in fondo al cuore (come dice una vecchia canzone).
Sorrido a me stesso. E dopo aver riflettuto a lungo, mi dico: «Caro Paolo, datti una calmata, altrimenti questa ricerca che stai facendo sul circolo Frentano non avrà mai fine». Scusate: ma a volte i sogni possono diventare realtà? Ho i miei dubbi, ma questa volta – parafrasando una canzone di Modugno, «io continuo a sognare» –,  azzardo a indovinare anche chi fu il primo capitano-presidente di questa magnifica squadra…Ed  ecco a voi, allora, il mio fantaromanzo.
In quei tempi, nel 1910, il nostro caro compaesano Leonardo Bianchi (già eletto per due volte deputato nel 1887 e nel 1892, nonché ministro della Pubblica Istruzione nel 1905) risiedeva a Benevento in qualità di presidente della Provincia, carica che espleterà fino al 1914. Capeggiati dal sindaco Ignazio Saccone, una delegazione composta da futuri soci del nascente circolo culturale e da altri cittadini di San Bartolomeo ebbero lì, con il loro caro Leonardo, un incontro molto cordiale. Tra le altre cose, gli proposero di diventare socio, offrendogli – nel contempo – anche la carica di presidente del nuovo circolo. Il grande scienziato approvò in pieno l’iniziativa, li ringraziò ed accettò entusiasticamente la nomina.  (ritratto del Bianchi esposto all’interno del Circolo) 
Con affettuosa fantasia, abbiamo così risolto l’annoso problema, ovvero: la data di nascita del Frentano, i suoi fondatori e il primo presidente. Ecco come era composto, a mio modo di vedere, il primo Consiglio di Amministrazione, nell’anno del signore 1910. Ma prima di indicare i possibili nomi dei soci fondatori, una premessa è d’obbligo.
Il 25 febbraio 1753 entrò in vigore il nuovo General Catasto (detto “onciario”) di San Bartolomeo in Galdo, composto da nove volumi contenenti tutti i nominativi dei contribuenti che si erano autodenunciati. Giova precisare che gli atti preliminari per la formazione del catasto ebbero inizio nell’ottobre 1752.
Gli amministratori di quei tempi (sindaco il dottore fisico Francesco Colatruglio, con  Tommaso Palumbo, Giuseppe Vaturro, Nicola Circello e Domenico Codirenzi), fecero emanare un bando. Ogni cittadino doveva presentare «rileva distinta, lucida, chiara e intiera (sic) senza mancanza né difetto alcuno», con nome, cognome, età, attività del dichiarante, nonché di tutti i suoi familiari, elenco dei beni stabili, case, vigne, territori, animali ecc.
Successivamente, il 28 ottobre furono eletti sei deputati laici  (due del ceto civile, due del ceto medio, due del ceto inferiore) che avrebbero dovuto esaminare e discutere le dichiarazioni dei cittadini. Questi i loro nomi: Giuseppe Mascia e Ottavio Collogrosso per il ceto civile, Giuseppe Gabriele e Domenico Dota per il ceto medio, Francesco Petta e Camillo Giannino per il ceto inferiore. Ai sei deputati laici si aggiunsero in seguito due deputati ecclesiastici: Francesco di Martino arciprete e Francesco Colatruglio. Furono accatastati 482 contribuenti. Il 20 febbraio 1753 il General Catasto era terminato.
Ne fu data comunicazione al popolo poco dopo, il 25.A quei tempi, sette famiglie erano ritenute “agiate primarie”: quella di Leonardo
Catalano, due Martini, una De Mattheis, un’altra dei figli di Giovanni Braca, una di Antonio Gabriele e quella di Pasquale Braca.
Il nuovo catasto elenca i primi dodici contribuenti. Ebbene, fatto curioso, nell’elenco  troviamo soltanto una delle famiglie considerate, dagli storici di allora, come “agiate  primarie”: quella di Giuseppe Gabriele. Delle altre sei, nessuna traccia. Viene da pensare che abbiano fatto i furbi, non denunciando tutti i loro redditi… Oppure gli  storici di allora hanno preso una cantonata. A ogni modo, onore alla famiglia di Giuseppe Gabriele.
Per la cronaca il contribuente più ricco fu considerato dal fisco di allora Giovanni di Martino, di anni 54, giudice a contratti, marito di Chiara Spallone, con un reddito pari a once 2.313, seguito da Giuseppe Mascia, “persona civile”, di anni 31, marito di Porzia di Martino, a cui fu attribuito un reddito netto di once 812.
Dopo questa premessa, ritorniamo al nostro circolo elencando l’immaginario Consiglio di Amministrazione, che mi piace paragonare a un’invincibile squadra composta da undici “leoni”.

Con la fascia di capitano:
1) Leonardo Bianchi, come già detto presidente della Provincia di Benevento dal 1910 al 1914 (e, di conseguenza, possiamo immaginare che fosse spesso in visita al suo paese natio). Primo e unico socio temporaneo eletto presidente.
A seguire, in ordine strettamente alfabetico, gli altri dieci giocatori-soci fondatori:
2) Domenico Braca, già socio dal 1930. Rivestì  la carica di podestà dal gennaio 1927  al novembre del 1928. Discendente delle famiglie di Pasquale e Giovanni Braca,   considerate sin dal 1753 famiglie “agiate primarie”.
3) Dionisio Junior Cassitto (1876-1945), ultimo erede di una nobile famiglia originaria della provincia di Avellino, precisamente di Bovino. Sposò Antonietta Lembo, famiglia nobile di Baselice. Già socio dal 1930, zio di Carolina Miletti, moglie del medico Nicolangelo Ricciardi. Suo padre Federico junior (1843-1875) sposò Carmela dei baroni Martini di San Bartolomeo. Suo nonno Dionisio (1809-1858) sposò la ricchissima Donna Mariannina de  Mattheis; il  suo bisnonno Federico (1776-1853) fu un grande agronomo ed economista. Non ebbe figli, per cui alla sua morte tutto passò alla famiglia Cilenti, che a dire degli eredi di Carolina Miletti, moglie del medico Nicolangelo Ricciardi, nonché sua nipote, era una “intrusa” nella famiglia dei Cassitto. Sempre a dire degli attuali eredi, Carolina fu a suo tempo diseredata per non aver sposato un nobile, ma un contadino di San Bartolomeo in Galdo.  
4) Angelo Catalano, con il fratello Matteo erede dell’antica famiglia di Leonardo Catalano, grosso proprietario terriero, sindaco dal 1912 al 1914. Già soci dagli anni Trenta. Durante il periodo fascista, la sua famiglia era considerata la più ricca e importante del paese. Ancora adesso circola la voce che fu la prima ad avere una carrozza trainata da maestosi  cavalli e la prima ad avere due auto Lancia scoperte, una rossa e una blu, guidate da un autista. Matteo rivestirà la carica di presidente del circolo Frentano ininterrottamente dal 1931 al 1937. Non ebbero eredi maschili. Nella  tomba di famiglia sono sepolte le figlie di Angelo Catalano: Laura (1895-1976), Clotilde (1897-1985) e Letizia. Nipote di Angelo Catalano è invece Marinella (1932-2002) figlia di Laura.  
5) Pietro Colatruglio (1876-1954), gran cavaliere ufficiale. Diverse volte sindaco  (ottobre 1901-gennaio 1902, maggio 1902-agosto 1908, ottobre 1920-febbraio 1926). Già  socio dal 1930. Antica famiglia. Nel 1720  fecero  costruire la chiesetta dedicata a   sant’Antonio abate in via Frentana, ora via Bianchi; nel 1739 Francesco Colatruglio  fece costruire la chiesa della Arciconfraternita SS. Immacolata Concezione, conosciuta come Chiesa Nuova. Gli eredi  furono  Luisa  (1903- ?), moglie del giudice Mancini, Maria (1905-?), Giuseppe (1907-1964) geometra, Luca (1909-1988) geometra, Carlo  (1911-1994) perito agrario, professore alla scuola avviamento tipo Agrario. È da ricordare Giuseppe Colatruglio, che fu sindaco dal 1 aprile 1946 al 22 luglio 1952 considerato dai sanbartolomeani il primo cittadino più amato. Gli attuali eredi sono il dottore Giuseppe Colatruglio, figlio di Luca, e il ragioniere Pietro Colatruglio, figlio di Pietro.
6) Giuseppe Gabriele (1890-1975), avvocato, commissario prefettizio dal 1942 al 1943 nonché podestà dal 17 marzo 1943 al 15 novembre 1943.  Erede di un’antica famiglia capitanata da Antonio Gabriele. Un antenato, Giuseppe Gabriele, massaro, viene citato nel Real Catasto Onciario del 1753 con un reddito di once 318. A seguire – come da tomba di famiglia – abbiamo Giuseppe Gabriele (1828-1892), Nicola Gabriele (1859-1906), avvocato, figlio di Giuseppe, sindaco dal  dicembre 1900 al giugno 1901, il  già citato avvocato Giuseppe Gabriele (1890-1975), figlio di Nicola, e  infine Aldo Gabriele, avvocato (1922-1974), figlio di Giuseppe,  sindaco dal 9 gennaio 1961 al 22 dicembre 1964. Gli ultimi eredi sono Giuseppe, Nicola e Valerio, figli dell’avvocato Aldo Gabriele.  
(stecchieda da biliardo all’interno del Circolo Frentano – Gennaio 2016)

7) Donato Gisoldi  (1848-1928), antica famiglia benestante. Sindaco  per tre anni dal 1914 al 1917. A seguire abbiamo Colabelli-Gisoldi Donato (1902-1935), Colabelli-Gisoldi Antonio (1928-1984), figlio di Donato, Colabelli-Gisoldi Vincenzo (1930- 1992), figlio di Donato. Gli attuali eredi dei coniugi Cobabelli-Gisoldi Antonio e Sciarra Franca, sono Donato (1963) farmacista, Giacomo (1965) farmacista e Rossella (1966) oculista.   8) Corrado Martini, barone, già socio dal 1930. Antica famiglia. Una delle sette famiglie più agiate fin dal 1753.
9) Nicolangelo Ricciardi figlio di Antonio (1887-1958), medico, ex ufficiale medico della Marina Italiana, grosso proprietario terriero. Sposò Carolina Miletti (1894-1983), nipote di Dionisio Cassitto, nobile famiglia originaria della provincia di Avellino. Presidente del circolo Frentano già in data 12 giugno 1930. La  sua famiglia viveva in corso Roma, 113, nell’ex palazzo De Nigris. A seguire abbiamo i figli Antonio Ricciardi (1921-1981) chirurgo, Michele Ricciardi (1922-1978) farmacista, Filomena Ricciardi (1924-2013) insegnante, Emilio Ricciardi (1925-2015)  geologo, Ermelinda Ricciardi (1939-1982) diploma magistrale. Gli ultimi eredi sono i figli Aldo (1936) e Attilio (1940).  
10) Giuseppe Rosa (1837-1916), cavaliere, sindaco dal gennaio al settembre 1881, grosso latifondista. Suo nonno Giuseppe Rosa, professore di Legge, è citato nel nuovo catasto onciario del 1753 con un reddito di once 274; all’interno della propria abitazione possedeva un mulino ad acqua. Antica famiglia con grossi possedimenti terrieri. Tra gli eredi troviamo: Donato Rosa (1846-1913), Carmela Rosa (1865-1959), Filomena Rosa (1867-1936), il cavaliere dottore professore Nicola Rosa (1870-1932), l’avvocato Giuseppe Rosa (1914-1975), commissario prefettizio dal 16 novembre 1943 al 16 marzo 1944, e sindaco dal 19 marzo al 21 aprile 1944, nonché presidente del circolo Frentano dal  28 febbraio 1948 al 22 gennaio 1955, il dottore Donato Rosa (1919-2006). Per ultimo Domenico Rosa dal 29 ottobre 1953 al 6 luglio 1954, commissario prefettizio.
11) Ignazio Saccone avvocato. Già socio dal 1930. Sindaco dal settembre 1908 al maggio del 1909, e dal gennaio 1910 all’ottobre 1911, nonché  podestà  dall’aprile 1931 a dicembre 1937. Tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento, i tre  fratelli Ignazio, Ernesto e Giovanni Saccone sono stati – se così si può dire – i veri padroni della vita politica e religiosa notabili del paese: Ignazio è stato sindaco e podestà, Ernesto fu un importante arciprete, Giovanni fece carriera militare e divenne addirittura Ammiraglio. (Firma autografa originale avv. Ignazio Saccone)
Con questo i sogni sono finiti. Chiedo scusa per eventuali mancanze, ma tenete sempre presente che non sono originario di San Bartolomeo in Galdo (vi ho vissuto soltanto dal 1955 al 1962) e che, ovviamente, sono pronto a correggermi nel caso tornasse alla luce il registro mancante. Ma ritorniamo alla realtà dei fatti, e ripartiamo dal primo registro delle deliberazioni. Tutto quello che verrà ora riportato non è fantasia, ma pura cronaca. Per facilitare la lettura, ho suddiviso questo grande film storico in tre tempi: il primo parte dal 12 giugno 1930 e termina il 2 aprile 1937; il secondo dal 19 febbraio 1944 al 24 dicembre 1984; il terzo dal 5 gennaio 1985 ai giorni nostri. (particolare intarsio stecchiera Circolo Frentano)
Prima che il racconto inizi, riporto i nomi dei cittadini che hanno ricoperto la carica di presidente del circolo Frentano:

Anno 1930 – dottore Nicola (ndr, Nicolangelo) Ricciardi
Anno 1931 – cavaliere dottore Matteo Catalano, dal 25  marzo 1931
Anno 1932 – cavaliere dottore Matteo Catalano
Anno 1933 – cavaliere dottore Matteo Catalano
Anno 1934 – cavaliere dottore Matteo Catalano
Anno 1935 – cavaliere dottore Matteo Catalano
Anno 1936 – cavaliere dottore Matteo Catalano
Anno 1937 – cavaliere dottore Matteo Catalano, sino al 27 febbraio 1937
Anno 1944 – dottore Manfredo Augelletta, dal 19 febbraio al 18 giugno 1944
Anno 1945 – avvocato Ignazio Saccone, dal 19 giugno 1944 al primo febbraio 1946
Anno 1946 – ragioniere Domenico Russo, dal 2 febbraio 1946  al 7 febbraio 1947
Anno 1947 – avvocato Augusto Marcasciano, dal 8 febbraio 1947 al 27 febbraio 1948
Anno 1948 – dottore Giuseppe Rosa, dal 28 febbraio 1948
Anno 1949 – dottore Giuseppe Rosa
Anno 1950 – dottore Giuseppe Rosa
Anno 1951 – dottore Giuseppe Rosa
Anno 1952 – dottore Giuseppe Rosa
Anno 1953 – dottore Giuseppe Rosa
Anno 1954 – dottore Giuseppe Rosa, fino al 21 gennaio 1955
Anno 1955 – avvocato Donato Palumbo, dal 22 gennaio 1955
Anno 1956 – avvocato Donato Palumbo, a norma statuto rimane in carica
Anno 1957 – avvocato Donato Palumbo
Anno 1958 – avvocato Donato Palumbo, fino al 21 febbraio 1959, dimissionario
Anno 1959 – avvocato Alfredo Marotta, dal 29 febbraio 1959
Anno 1960 – avvocato Alfredo Marotta, fino al 16 giugno 1961
Anno 1961 – dottore Vincenzo Del Re, dal 17 giugno 1961
Anno 1962 – dottore Vincenzo del Re, a  norma statuto rimane in carica
Anno 1963 – dottore Vincenzo del Re, fino al 2 marzo 1964, trasferito in altra sede
Anno 1964 – dottore Alfredo Del Re, dal 3 marzo 1964
Anno 1973 – dottore Vito Pizzi, dal 21 gennaio 1973
Anno 1974 – dottore Vito Pizzi
Anno 1975 – dottore Vito Pizzi, fino al 7 febbraio 1976
Anno 1976 – dottore Raffaele Sepe, dal 8 febbraio 1976
Anno 1977 – dottore Raffaele Sepe, a norma statuto rimane in carica
Anno 1978 – dottore Raffaele Sepe
Anno 1979 – dottore Raffaele Sepe, fino al 2 febbraio 1980
Anno 1980 – dottore Domenico Martini, dal 3 febbraio 1980
Anno 1981 – dottore Domenico Martini, fino al 29 gennaio 1982
Anno 1982 – dottore Vito Pizzi, dal 30 gennaio 1982
Anno 1983 – dottore Domenico Martini,  dal 2 febbraio 1983
Anno 1984 – dottore Salvatore Marcasciano, dal 12 febbraio,dimessosi  il 24/12/1984
Anno 1985 – ingegnere Antonio D’Andrea, dal 5 gennaio  al 13 febbraio 1985
Anno 1985 – avvocato Italo Palumbo, dal 14 febbraio 1985
Anno 1986 – ingegnere Antonio D’Andrea, dal 15 marzo 1986
Anno 1987 – ingegnere Antonio D’Andrea
Anno 1988 – ingegnere Antonio D’Andrea, fino al 3 marzo 1989
Anno 1989 – professore Luigi Corvo, dal 4 marzo 1989
Anno 1990 – professore Luigi Corvo, a norma statuto rimane in carica
Anno 1991 – professore  Luigi Corvo, a norma statuto rimane in carica
Anno 1992 – professore  Luigi Corvo, fino al 29 dicembre 1993
Anno 1993 – professore  Edvige Circelli, dal 30 dicembre 1993
Anno 1994 – professore  Edvige Circelli
Anno 1995 – professore  Edvige Circelli
Anno 1996 – professore  Edvige Circelli
Anno 1997 – professore  Edvige Circelli, fino al 26 dicembre 1998
Anno 1998 – ingegnere Antonio D’Andrea, dal 29 dicembre 1998
Anno 1999 – ingegnere Antonio D’Andrea, fino al 28 dicembre 1999
Anno 1999 – avvocato Alfonso Fiorilli, dal 29 dicembre 1999
Anno 2000 – avvocato Alfonso Fiorilli
Anno 2001 – avvocato Alfonso Fiorilli
Anno 2002 – avvocato Alfonso Fiorilli, fino al 27 febbraio 2003
Anno 2003 – ingegnere Antonio D’Andrea, dal 28 febbraio 2003
Anno 2004 – ingegnere Antonio D’Andrea
Anno 2005 – ingegnere Antonio D’Andrea
Anno 2006 – ingegnere Antonio D’Andrea
Anno 2007 – ingegnere Antonio D’Andrea
Anno 2008 – ingegnere Antonio D’Andrea, fino al 2 gennaio 2009
Anno 2009 – signore Giovanni Ricciardi, dal 3 gennaio 2009
Anno 2010 – signore Giovanni Ricciardi
Anno 2011 – signore Giovanni Ricciardi
Anno 2012 – signore Giovanni Ricciardi
Anno 2013 – signore Giovanni Ricciardi, fino al 4 gennaio 2014
Anno 2014 – professore Michelangelo Pizzi, dal 5 gennaio 2014 al 3 gennaio 2015
Anno 2015 – signore Giovanni Ricciardi, dal 4 gennaio

Tutto quanto riferito fino a ora è – come si usa dire oggi – un “promo”, ossia un’anticipazione di quanto accadrà a breve. Preparate le cinture, sta per iniziare il nostro film. Che Dio ce la mandi buona…  
Fotografia: Antonio Vinciguerra

Fine Episodio 1    Continua…