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Rudolph Giuliani è stato uno dei migliori sindaci di New York, e ciò che sto per scrivere non intacca la mia stima verso di lui, è un semplice pretesto per farci due risate sul padre del Risorgimento italiano Vittorio Emanuele II, ladro, usurpatore e assassino e perciò galantuomo (cit. Manna).

In tutte le immagini che ci sono arrivate finora, nelle illustrazioni dei nostri libri di storia, l’ingresso a Napoli il 7 novembre 1861 di re Vittorio Emanuele II (primo re d’Italia, ma restò secondo, perché per lui l’Italia altro non era che un allargamento del Piemonte, ma continuiamo a dedicargli strade) si svolse tra migliaia e migliaia di persone acclamanti, uno splendido sole lo accompagnò nella passerella tra statue di gesso a lui dedicate ed agli altri eroi del risorgimento come Cavour e Garibaldi, inoltre vi era una copia di cartapesta dell’arco di trionfo parigino ove il sovrano avrebbe dovuto passare e con al suo fianco un sorridente angelo biondo con un orecchio mozzo (la pena che subivano in Sudamerica i ladri di cavalli). I festeggiamenti costarono al popolo napoletano duecentomila ducati, presi dal Dittatore dai depositi del Banco di Napoli.

Una delle prime false notizie che da allora accompagnarono la descrizione di ciò che avviene nel Meridione d’Italia.

Il 7 novembre del 1861 faceva freddo e pioveva, per strada c’era pochissima gente, nemmeno la camorra di Tore e’ crescienzo, ormai capo gendarme riconosciuto dal Romano, riuscì a far uscire i napoletani di casa ad accogliere il nuovo padrone. L’acqua veniva giù come Dio comanda, Vittorio Emanuele e Garibaldi non si parlarono, il primo non aveva grande stima del nizzardo, anzi lo disprezzava. Il nizzardo era più fortunato che intelligente e nemmeno capiva il disprezzo che il sovrano nutriva per lui.

Vittorio Emanuele usava una tintura per capelli, l’acqua di quel giorno gliela sciolse tutta. Se davvero ci fosse stato un cronista indipendente, avrebbe descritto un uomo tarchiato, con i capelli tinti e la tintura che gli colava sulle guance, impacciato con al suo fianco un uomo che a malapena si muoveva stante l’artrite che ormai gli bloccava i legamenti. E quattro gatti, più curiosi che festanti a guardare i nuovi padroni di Napoli.

Giuliani in conferenza stampa con la tintura dei capelli che forma dei rivoli sul viso, doveva essere qualcosa di molto simile a ciò che pochi napoletani videro quel giorno.