Agli innumerevoli e ingenti danni causati dalle avversità atmosferiche, a strade, aziende agricole, fabbricati, sono da aggiungere ora quelli evidenziati alle pareti esterne della chiesa parrocchiale e allo stesso campanile, che è il simbolo del paese.

Lo sgretolamento di parecchi metri quadrati di intonaco, le infiltrazioni d’acqua, tra i blocchi di pietra alla base del campanile e quelle verificatesi per la mancanza di grondaie al tetto hanno determinato danni molto gravi. I vigili del fuoco non sono riusciti ad eliminare il pericolo di caduta di altro intonaco per via dell’accesso angusto alla parte posteriore della chiesa. Il parroco, don Franco Iampietro, già alle prese con problemi economici relativi ai lavori che hanno portato negòi scorsi anni alla riapertura al culto della chiesa, dopo i danni del terremoto dell’80, esprime tutta la sua preoccupazione e anche qualche timore per i necessari urgenti interventi. La parrocchia non ha possibilità tali da poter far fronte all’evento (solo per i ponteggi occorreranno decine di migliaia di euro) né si può contare sul Comune, che pure in casi di necessità è sempre andato incontro alle esigenze della parrocchia. Non resta che ricorrere ad altri enti: ed è quello che farà il parroco, nella speranza che ci si renda conto della necessità e dell’urgenza dei lavori all’esterno del tempio, anche per i riflessi sull’incolumità pubblica. Appelli saranno lanciati alla Regione, alla Provincia, alla Comunità Montana e al Comune, e naturalmente alla Curia, perché nella suddivisione tra le parrocchie dei fondi Cei tenga presenti gli ingenti danni causati dalle piogge alla chiesa madre, dedicata all’apostolo Bartolomeo.