ImageNel Sannio la sanità assolutamente non funziona”. Così, nel corso del suo intervento in Aula, a Napoli, durante la discussione (prolungatasi fino alla notte di ieri) sul Piano Ospedaliero, il consigliere regionale Luca Colasanto. “Forse qualcuno non sa che in alcune zone del Sannio, e mi riferisco al Fortore, sono morti ragazzi perché l'ambulanza è arrivata con un'ora e mezza di ritardo”, ha spiegato il deputato regionale di Baselice. In seguito, nel corso dell’intervento, Colasanto ha ripercorso le diverse tappe della mancata apertura del presidio ospedaliero di San Bartolomeo in Galdo.

 

“Con il presidente Giusto (numero uno della commissione Sanità ndr.), il Presidente del Consiglio, con il collega Errico e con altri amici del Fortore e del beneventano ci siamo incontrati un anno fa. E sapete cosa rilevammo? A San Bartolomeo c’è un ospedale, i cui lavori di costruzione furono avviati cinquant’anni fa, che, malgrado la legge 2 del ’98 lo avesse classificato come Psa, non è mai stato attivato. E’ trascorso mezzo secolo e l’ospedale ancora non è stato aperto, con conseguenti problemi e grossissime preoccupazioni per la collettività del comprensorio”. Per cui Colasanto ha chiesto al “Consiglio di farsi carico di queste problematiche che attanagliano il territorio, diversamente le popolazioni potrebbero farsi giustizia da sole”. In seguito, il consigliere regionale ha tuonato: “Non è possibile tenere buoni i cittadini assumendo il figlio del sindaco o mandando medici in ospedali inesistenti per, poi, promuoverli primari e portarli altrove. Non è possibile presentare progetti per parcheggi sotterranei, liquidare la parcella ai tecnici e poi non fare niente. Non è possibile, inoltre, che si decida di consegnare la sanità nelle mani dei privati, attenzione parla un liberale ed io sono per l’iniziativa privata”. Poi, da Colasanto un affondo alle “divisioni tra gli esponenti del centrosinistra di Consiglio e Giunta. Mi sembra che l’assessorato alla Sanità dice delle cose, il presidente Giusto ne dice altre ma la Giunta, a quanto pare, fa quello che vuole, come vuole, e spende le cifre che vuole, andando esattamente contro le richieste della gente”. Ancora con le questioni del Fortore: “Le donne del Fortore hanno diritto di partorire in un ospedale del proprio territorio e non per strada oppure a Foggia o Campobasso, come oggi accade. Noi siamo qui per legiferare ed ognuno deve assumersi le proprie responsabilità”. Sempre a proposito dell’ospedale di San Bartolomeo, Colasanto ha invocato “la nomina di una commissione di inchiesta che vada a vedere cosa e quanto si è speso in cinquant’anni e chi ha gestito i miliardi per edificare il nosocomio. Tutti assieme – ha proseguito Colasanto – dobbiamo dire no al sistema delle clientele partitiche, soltanto così si può migliorare la sanità in Campania”. Ancora un affondo contro il Piano Ospedaliero presentato da Giusto: “Non ho visto niente a favore del Sannio, ho visto poche cose del beneventano, sappiamo che siamo 300mila abitanti e tutti gli altri sono 7 / 8 milioni. Ma è necessario mettere una cardiochirurgia. Non è possibile che un’intera provincia sia sprovvista di una simile struttura. Nel piano che ho letto non ci sono soluzioni di economie, anzi. Le economie – ha aggiunto Colasanto – non si fanno tagliando i servizi, ma evitando spese inutili e sperperi. Prendiamo, ad esempio, le spese legali di Asl e Aziende Ospedaliere. Siamo a cifre astronomiche. Per cui – ha concluso Colasanto – sarebbe più opportuno tenere aperto qualche ospedale in più e dare qualche consulenza in meno”.
Nel dibattito sono intervenuti tutti i consiglieri del centrodestra, tra i quali il finiano sannita Mario Ascierto Della Ratta, che ha chiesto con forza l'apertura dell'ospedale di S. Agata. «Voglio augurarmi – ha evidenziato il finiano – che il Consiglio voglia rimediare agli errori commessi nella redazione del Piano». Molto apprezzato l’intervento del forzista Fulvio Martusciello, il cui intervento è stato molto apprezzato.
Per il centrosinistra, pochi gli interventi, per evitare perdite di tempo. Tra gli intervenuti, il capogruppo regionale dell'Udeur, Fernando Errico.

 

Da "IL SANNIO QUOTIDIANO"